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Giulio Romano Mantova

Mantova: città di Giulio Romano
Settembre 2019 - Giugno 2020

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I luoghi di Giulio Romano

Questa guida propone un inedito itinerario di Mantova e provincia sulle tracce del genio di Giulio Romano, artista che ha lasciato un segno inconfondibile nel volto della città e del suo territorio.

1 Porta Giulia

Ritenuta una delle più belle porte urbane del Rinascimento, fu progettata da Giulio Romano a partire dal 1542, anche se il suo completamento avvenne dopo la sua morte, nel 1549.
Le facciate esterne della costruzione, simili a una porta romana trionfale, presentano lesene doriche di marmo che sorreggono una trabeazione con triglifi e metope, sulla quale si articolano il timpano triangolare e due attici sovrapposti. Il corpo di fabbrica superiore fungeva in origine da postazione di avvistamento.
Insolito è lo spazio interno trattato non come un corridoio di transito, ma come una vera e propria sala a pianta rettangolare coperta da volta a botte. La decorazione è affidata a bassorilievi a stucco con motivi all’antica di Trionfi d’arme e Vittorie Alate: murature e decorazioni erano in origine sicuramente rivestite di stucco bianco.

2 Il Portale di Palazzo Capilupi

La documentazione sinora ritrovata non fornisce notizie certe in merito alla paternità del portale di Palazzo Capilupi. Tuttavia lo stile del portale, probabilmente parte del palazzo quattrocentesco, presenta caratteri che ci riportano a Giulio Romano, ad esempio nell’unico anello di bugnato rustico delle semicolonne. Come per il portale della Dogana anche qui l’ordine architettonico inquadra l’arco. Lo stemma a testa di cavallo con nastri e la scritta sovrastante "CAPILUPORUM DOMUS/ AMICORUM HOSPITIUM" sono del primo Cinquecento.

3 Il Palazzo Ducale

Il complesso monumentale si compone di un vasto e composito insieme di edifici di diverso genere e funzione (appartamenti, cortili, giardini, chiese, gallerie, porticati) costruiti tra il XIII e il XVIII secolo per i signori di Mantova. Per quanto riguarda Giulio Romano, sono diversi gli interventi che lo videro attivo in Palazzo Ducale, alcuni di essi ancora visibili:

  • Appartamento di Troia in Corte Nuova
    Per Federico II Gonzaga, tra il 1536 e il 1539 Giulio Romano concepisce, in Corte Nuova, l’appartamento detto di Troia dal soggetto delle scene che compaiono sulla volta e sulle pareti dell’ambiente principale, la Sala di Troia.
    Il programma iconografico della Sala di Troia, elaborato da un letterato di corte, Benedetto Lampridio, fu tradotto da Giulio in disegni che, come da prassi, furono poi realizzati, sotto la sua supervisione, da pittori quali Luca da Faenza, Rinaldo Mantovano e Fermo Ghisoni. L’apparato decorativo concepito da Giulio per questi spazi tocca qui l’apice: la narrazione epica, il gusto per l’antichità classica e la messa in scena sontuosa dal forte contenuto emotivo sono concepite per colpire lo spettatore.
  • La Rustica
    Il corpo di fabbrica della Rustica chiude uno dei lati brevi del Cortile della Mostra o Cortile della Cavallerizza affacciandosi sul lato opposto verso il Giardino dei Semplici. Nel 1538-1539 mentre stava ultimando l’Appartamento di Troia, Giulio Romano dà inizio ai lavori per questa nuova palazzina destinata ad essere utilizzata come residenza estiva da Federico II Gonzaga.
    Per lo scopo Giulio progetta un edificio isolato, disposto ortogonalmente rispetto alla sponda del lago, caratterizzato sulla facciata principale dalla presenza di forti bugne e a colonne tortili che le conferiscono un aspetto decisamente rustico e pittoresco.

4 La Cattedrale di San Pietro

Nel 1545, per volontà del Cardinale Ercole Gonzaga, il Duomo di Mantova fu nuovamente ristrutturato da Giulio Romano, che lasciò intatte la facciata e le pareti perimetrali, ma ne modificò sostanzialmente l'interno, trasformandolo in forma simile all'antica Basilica paleocristiana di San Pietro a Roma, prima dell'intervento su quest'ultima di Bramante e di Michelangelo. L’artista non rinunciò a stupire ed affascinare lo spettatore utilizzando, anche per un edificio sacro, variazioni basate sull’imprevisto e sull’articolazione dello spazio secondo molteplici punti di vista, giocando con la luce sulle superfici impreziosite dalle decorazioni.
Nella parete est della Sagrestia si conservano lacerti di affreschi relativi ad una tomba costruita o rinnovata nel 1537 per volontà del Cardinale Ercole Gonzaga per il vescovo-cardinale Sigismondo Gonzaga, morto nel 1525.
L'affresco è quanto rimane di una più ampia raffigurazione ideata da Giulio Romano e realizzata da Fermo Ghisoni.
Di Giulio si conserva, al Louvre, il disegno del progetto, assai più complesso di quello poi effettivamente realizzato.

5 Casa Tortelli

Si tratta di una realizzazione datata 1527, su licenza concessa da Federico II Gonzaga al funzionario della tesoreria ducale Nicola Torelli, che permette la costruzione di una abitazione privata addossata alla torre del Broletto. Giulio Romano, all’epoca Prefetto delle Fabbriche ducali, ebbe modo di rassicurare il Gonzaga che la costruzione non avrebbe recato danni alla torre.
Sebbene l’edificio sia arrivato a noi un po’ modificato e l’attribuzione a Giulio non sia comprovata da documentazione, la costruzione presenta caratteri decisamente giulieschi: ad esempio, assolutamente nuova per l’epoca, è l’idea del primo piano caratterizzato da serliane allargate proiettate sulla facciata a simulare una loggia.

6 Basilica di Sant'Andrea

La Basilica, concattedrale di Mantova, fu eretta da Luca Fancelli su progetto di Leon Battista Alberti a partire dal 1472 su un antico edificio di culto del IX secolo quale simbolo del potere politico dei Gonzaga.
La Basilica conserva numerosi interventi di Giulio Romano e dei suoi allievi. In particolare, all’artista sono attribuite la Cappella di San Longino, il Monumento Cantelmi e i monumenti funebri della Cappella Petrozzani.

La Cappella di San Longino conserva l’urna di S. Longino, a sinistra dell’altare, e due grandi affreschi laterali che rappresentano la Crocifissione con la raccolta del Sangue, attribuita a Giulio, e il Ritrovamento del Preziosissimo Sangue, assegnata a Rinaldo Mantovano su disegno del maestro. Completava l’insieme la pala d’altare di Giulio con L’adorazione del bambino e San Longino, oggi al Louvre.

Il grandioso monumento parietale Cantelmi, proveniente dal monastero soppresso intitolato alla Presentazione di Maria al Tempio e costituito dal sarcofago di Margherita Cantelmi, duchessa di Sora, e fiancheggiato da due busti maschili con i ritratti dei due figli della defunta, è posto entro un’edicola dal frontone triangolare. L’opera fu realizzata dal 1535 al 1539. L’attribuzione a Giulio Romano dell’ideazione dell’imponente mausoleo è dettata da ragioni stilistiche e di committenza.

Nella Cappella Petrozzani infine, situata nel braccio sinistro del transetto, è conservato il cinquecentesco Mausoleo di Pietro Strozzi. Il monumento sepolcrale fu in realtà realizzato nel 1529 nella Chiesa di San Domenico in Mantova. Quando nel 1789 il complesso di San Domenico fu demolito il monumento fu trasferito in Sant’Andrea (1805) e sistemato nella Cappella Petrozzani.
Il sepolcro è attribuito a Giulio Romano sia per motivi stilistici sia per il gusto fortemente archeologizzante del monumento. Gli studi sull’impostazione del monumento hanno dimostrato che il modello a cui Giulio si rifaceva era quello della Loggia delle Cariatidi dell’Eretteo, ad Atene, mediata sicuramente da riproduzioni grafiche.
Sempre nella Cappella Petrozzani, si trova anche un secondo monumento funebre dedicato a Gerolamo Andreasi, la cui ideazione spetta a Giulio Romano come dimostra un disegno conservato ad Amburgo. L’arca fu realizzata tra il 1534 e il 1535 per la Chiesa del Carmine a Mantova. Nel 1785, in seguito alla soppressione del convento, il monumento viene ricoverato in Sant’Andrea, inizialmente nel portico di ingresso, poi nella cappella Petrozzani.

7 Portale della Dogana

Nel 1538 Federico II Gonzaga individua come nuova sede della dogana il palazzo già occupato dal Consiglio degli Anziani, nell’attuale piazza Broletto, accanto alla Masseria. Chiamato ad occuparsi della progettazione è ancora una volta Giulio Romano in qualità di Prefetto delle Fabbriche ducali. Dell’opera di Giulio resta oggi solo il monumentale portale che nel 1787 fu spostato dalla sede originaria e ricollocato presso l’ex convento del Carmine in via Pomponazzo, ora sede dell’Intendenza di Finanza. L’attribuzione del portale marmoreo a Giulio è sostenuta da motivi stilistici: tipicamente giuliesco è l’ordine ionico delle semicolonne dalle basi corinzie su piedistalli pulvinati, di gusto insolito e archeologizzante. Esplicitamente giulieschi sono anche le figurazioni a rilievo dei facchini incastrati nei pennacchi dell’arco, curvi sotto il peso dei grandi sacchi.

8 Le Pescherie

Edificate nel 1536 su progetto del Pippi, erano dedicate al commercio del pesce. La costruzione era costituita da due porticati ad archi tondi nel tipico bugnato giuliesco, con attico sovrastante dove si aprono finestre rettangolari incorniciate da lesene. Le Pescherie erano poste ai lati di un ponte di epoca medievale che scavalcava il Rio, corso d’acqua che attraversa la città di Mantova dal lago Superiore al lago Inferiore, scavato tra il 1188 e il 1190 a seguito della razionalizzazione del sistema idrico della città. Erano collegate alle attigue Beccherie, il macello pubblico realizzato negli stessi anni sempre su disegni di Giulio Romano, che fu però demolito nel 1872. Verso la fine del secolo XIX anche le Pescherie furono ristrutturate perdendo la loro originaria funzione.

9 Casa di Giulio Romano

Giulio Romano realizzò la sua residenza in Contrada Larga a partire dal 1544, dopo essersi stabilito ed affermato a Mantova al servizio dei Gonzaga. Lo fece ristrutturando edifici esistenti e rielaborando una tipologia di palazzo, sviluppata a Roma da Bramante e da Raffaello, che prevedeva un basamento con sovrapposto un ordine tuscanico archivoltato. Nella casa di Giulio il bugnato, ridotto ad elemento quasi grafico, riveste interamente la facciata realizzata ad intonaco e stucco con finiture in cotto. All’interno, l’edificio, di proprietà privata, conserva affreschi giulieschi nella sala principale, le pareti sono decorate con paraste di ordine dorico che delimitano specchiature ornate da statue e bassorilievi di gusto archeologico sempre dipinti a fresco. Nel 1800 l'edificio subì un intervento per mano dell'architetto Paolo Pozzo che ampliò la facciata da 6 a 8 campate.

10 Santa Paola

Attorno alla metà del Cinquecento la chiesa di Santa Paola diventa, per un breve periodo, il luogo deputato alla sepoltura dei Gonzaga. Federico II Gonzaga (1500-1540) sceglie questa chiesa per essere sepolto e dopo di lui il figlio Francesco III e la moglie Margherita Paleologa. Il monumento sepolcrale è andato disperso, ma restano tracce degli affreschi realizzati su disegno di Giulio Romano in occasione delle solenni esequie. La chiesa fu pesantemente manomessa dopo le soppressioni del 1782 e oggi delle decorazioni giuliesche restano solo frammenti. L’unica storia riconoscibile, dipinta a monocromo, riguarda la Visione di Ezechiele della resurrezione dei morti. La critica, in mancanza di documentazione precisa e visto lo stato di conservazione difficile dei lacerti di affresco, ipotizza che l’impianto generale con l’architettura rustica rifletta il disegno di Giulio e che invece la scena di Ezechiele sia stata inserita dal Bertani.

11 Palazzo Te

La splendida villa suburbana del Te, progettata, realizzata e decorata da Giulio Romano tra il 1525 e il 1535, è tra gioielli della cultura del tardo Rinascimento italiano: Federico II Gonzaga, committente della villa collocata a sud della città, appena fuori le mura cittadine, voleva avere sull’isola, dove il padre Francesco II teneva le stalle dei suoi cavalli migliori, un luogo destinato allo svago e al riposo, dove poter organizzare fastosi ricevimenti con gli ospiti più illustri lontano dai doveri istituzionali.
L’abilità di Giulio Romano, artefice unico e geniale del complesso e del progetto di decorazione, fu quella di aver saputo combinare insieme in modo eccentrico, provocatorio e inaspettato materiali poveri e preziose dorature, elementi architettonici classici con soluzioni compositive volutamente dissonanti, utilizzando in modo abilmente trasgressivo il repertorio di soluzioni tecniche e formali della tradizione classica per creare qualcosa di assolutamente nuovo che Vasari definì significativamente come “modernamente antico e anticamente moderno”.

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Giulio Romano Mantova.
01 Settembre 2019 al 30 Giugno 2020.